image

Ci sono notti così piene di poesia, che l’unica cosa che puoi fare è restare in silenzio, dimentico del sonno. Notti in cui il passato torna ad aggredirti, carico di tutto quell’irrisolto tremendo che ogni vita si porta dietro e dentro, come una slitta rotta. E tu resti lì, fermo, ad ascoltare il buio quasi fosse un oracolo capace di rendere chiaro il presente.

Ma così non è. Anzi. In quell’assoluto sospeso avverti tutta la tua fisicità. La caducità di un cuore di carne. Ascolti il tempo che sgocciola via e guardi nello stagno di quello che ormai già è passato, alla ricerca di reperti e corpi e ruderi e reliquie.