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E poi ci sono libri terrificanti. Come “Cuore Cavo”, scritto dalla giovane Viola di Grado, edito per i tipi E/O. Un romanzo tetro, lugubre, fatto di vermi e mosche carnivore, di tempo e putrefazione.

Eppure, nonostante gli accenti foschi, dal romanzo emergono crude riflessioni sulla vita, sulla morte, sul senso inutile del suicidio, sulla genitorialita’ mancata che troppo spesso dà i figli per scontato o li considera ingombranti fastidi.
Un libro che vale la lettura. A consigliarmelo, la ragazza che sempre più spesso mi dorme accanto, vorace divoratrice di letteratura. Oltre ad avere labbra che evocano desiderio.