Quando mi sono accorto di aver dimenticato su una sedia in libreria quel piccolo libriccino — sottolineato a matita, appuntato e con una selva di orecchiette al margine della pagina — la sensazione è stata tremenda. Già, perché i racconti di Valerio Valentini sono di quelli che quando finisci di leggerli ti mancano tremendamente.

Storie brevi, a volte brevissime, fotografie di realtà in cui ciascuno di noi può ritrovarsi ogni giorno, al prossimo passo. Storie con uno stile piano, diretto, leggero. Un misto tra la leggerezza di Calvino l’asciuttezza di Carver, con un’attenzione spasmodica ai particolari — che siano gesti o situazioni od oggetti, non importa. Qualsiasi dettaglio, nei racconti di Valerio, diventa portatore di senso, di storia, si fa simbolo e richiamo: alla vita passata, al presente con il suo carico di inquiete relazioni, a un futuro impossibile perché negato o compromesso proprio da quel preciso “scatto” fissato nel racconto.

Lo stile è chiaro, pulito, di una precisione quasi clinica che va ad asciugare quanto più possibile la scrittura per renderla immediata e diretta. E poi ci sono gli incipit:

Era uno strano comportamento, un modo di fare che non aveva mai visto in sua moglie. Non per il fatto che fossero almeno un paio di mesi che non lo aiutava a fare il nodo alla cravatta la mattina appena svegli, ma soprattutto per il modo in cui si pettinava.

Nell’incipit di “Movimenti delicati” c’è tutto: c’è il simbolo che racconta una presunta o temuta distanza — il dettaglio del “mancato” nodo alla cravatta — c’è il sospetto per un comportamento anomalo, c’è la paura di una coppia che inizia a osservarsi dall’esterno, c’è quello scientifico appuntare i dettagli sui rispettivi comportamenti che tutti quanti noi mettiamo in atto — coscientemente o meno — tutti i giorni.

Così come l’atmosfera di sospensione notturna che si respira nella pagina del racconto “Cattuboli” che — con una battuta di uno dei personaggi — dà il titolo all’intera silloge, viene comunicata da mezza frase, dove il particolare diventa una sensazione quasi tattile di silenzio, che avvolge e trascina il lettore proprio lì, a bordo piscina, nel racconto:

“E’ una serata fresca, gli insetti sono tutti a dormire”, fece la donna.

E ancora, sempre nello stesso racconto:

L’aria fresca che si alzava oltre la collina soffiava sulla veranda , in lontananza le ciminiere che sputavano fumo nel cielo incorniciavano lo sfondo blu del mare. Per due mesi l’anno quello era il suo quadro, un mese da sola e l’altro tutti e tre insieme. Quando erano soli, lei e il bambino, la sera osservavano i colori del tramonto. Lei andava sul portico e odorava gli alberi di frutta ancora acerbi; sapevano di terra e trattamento contro gli insetti.

Sono i dettagli, gli stessi particolari che costituiscono il nostro quotidiano che nei racconti di Valerio Valentini trasmettono senso.

Mara sapeva raccontare le cose spiegandole alla perfezione in un italiano assolutamente corretto. Mi piaceva ogni volta che lo faceva perché strizzava contemporaneamente gli occhi e si inumidiva le labbra passandoci sopra la lingua. Sapeva un sacco di cose e aveva le idee chiare come quelle presentatrici della televisione che non ci sono più.
(dal racconto “Kintsugi”)

Ma a parlare sono anche i luoghi, sempre attraverso echi e richiami:

C’erano un piccolo lavabo, un mobile di legno dipinto di azzurro, e una vasca nella quale erano attaccati degli adesivi a forma di fiori,, quelli per non scivolare. Paola ricordò di quando era bambina…
(dal racconto “Impronte”)

Tutto sta — sembra dirci Valentini — ad avere uno sguardo allenato al riconoscimento dei gesti minimi, quasi l’autore usasse una lente “macro” per andare a scrivere una sceneggiatura che già esiste e vive nel rapporto che da una persona porta ad un’altra, nelle attese, negli sguardi notturni, nelle ossessioni più intime. I racconti sono quasi sempre tutti racchiusi in quei movimenti più profondi dell’animo che spesso sottovalutiamo o cui non diamo il giusto valore.

Uno dopo l’altro, i 27 racconti di Valerio vi insegneranno ad osservare, a guardarvi intorno. A tuffarvi.

Valerio Valentini
Gli insetti sono tutti a dormire
edizioni La gru
13 euro