La setta dei poeti estinti

Posts by La setta dei Poeti estinti

“Non devo scordare che il cielo fu in me”, Antonia Pozzi

Posted on March 8, 2019

Un poeta si distingue per la singolarità del propriosguardo. La poesia, proprio come la fotografia, è una questione di prospettiva; il tentativo artistico di donare al tempo l’immortalità.  Le immagini scattate da Antonia Pozzi parlano con la stessa voce dei suoi versi; gli album fotografici da lei raccolti sono diari intimi, libri di memorie, nel quale è conservato un frammento dei suoi occhi puri, spalancati a cogliere con intensità ogni momento della vita. È lei la poetessa tragica del nostro Novecento, riscoperta postuma grazie alla pubblicazione dei suoi scritti che nel 1945 ottennero l’apprezzamento di Eugenio Montale e furono in seguito riediti nella rinomata collana «Specchio», l’edizione della Mondadori dedicata ai poeti più illustri.   La figura di Antonia Pozzi è stata oggetto solo negli ultimi decenni di una clamorosa riabilitazione, che ha condotto ad analizzare più a fondo anche la sua abilità come fotografa. I tratti salienti della sua biografia…

Senza vergogna non c’è letteratura

Posted on February 25, 2019

Scrivendo Annie Ernaux compie un gesto etico: «L’aspetto peggiore della vergogna è che si crede di essere gli unici a provarla» afferma, riversando di proposito sui lettori una scarica di empatia. Svelando segreti, pronunciando l’innominabile, riesce ad abbattere una barriera, inaugurando una nuova forma di autobiografia non più individuale, ma sociologica. Si tratta di una forma peculiare di letteratura di introspezione, che trae origine da una ferita. Appare evidente in questo senso il legame con Paul Auster, a cui Ernaux è senz’altro debitrice, citato in esergo «Il linguaggio non è la verità. È il nostro modo di esistere nel mondo». Allo stesso modo l’autrice francese concepisce il proprio discorso letterario, nella prospettiva postmoderna della relazione tra linguaggio e realtà. Non conta più la narrazione…

Nazim Hikmet. Le mie parole erano uomini

Posted on January 23, 2019

L’amore che ha cantato Hikmet è il sentimento nella sua forma più estrema e onnicomprensiva: l’amore per la vita. Le sue poesie di certo parlano d’amore, lo sussurrano in ogni verso, ci pervadono di una pienezza carnale, viva, palpitante, con il loro ritmo scandito riescono addirittura a farsi udire come il battito di un cuore: eppure sono il canto solitario di un uomo che ha amato ogni cosa del mondo con un abbandono totale e struggente; sono il suo grido di coraggio dalla cella di una prigione; sono idee appassionate espresse con una tenerezza in grado di abbracciare l’intera razza umana. Erano tristi, amare erano allegre, piene di speranza erano coraggiose, eroiche le tue parole erano uomini. Recita così una delle sue poesie più…

Vi racconto Pierluigi Cappello

Posted on January 7, 2019

di Maria Francesca Di Feo Conobbi Pierluigi Cappello durante la quarta liceo, quando mi interessavo di poesia da alcuni anni: per il mio diciassettesimo compleanno un amico friulano mi regalò la silloge Mandate a dire all’imperatore, vincitrice del premio Viareggio-Repaci (2010). Mi stupì e commosse. Considerata da molti l’apice del suo percorso letterario, la raccolta mostra il cuore della poesia di Cappello, risonante saggezza disarmata e spoglia. La realtà fermata dai suoi versi rende il lettore parte di una comunità silenziosa, in cui ogni parola si configura come misurato incastro e faticosa conquista. Divorai quel libro più e più volte, fino a tenerlo sempre nello zaino o in borsa, al punto che è tuttora tra i miei più consumati. Trovai il coraggio di scrivere…

Invito alle odorose vie del cuore di Rocco Scotellaro

Posted on December 11, 2018

In occasione della serata di letture dedicata a Rocco Scotellaro, pubblichiamo un saggio scritto da Mara Sabia sul poeta di Tricarico. Rocco Scotellaro. Uno dei miei poeti maestri. Riconosco nella sua una delle maggiori voci poetiche del Novecento italiano: una voce forte, ruvida e gentile che molto mi ha insegnato. Della poesia e della vita. Conobbi la poesia scotellariana più o meno all’età in cui egli scrisse Uno si distrae al bivio. Non che prima non lo avessi letto, ma lo sentii davvero come si sente un poeta solo a quella età. E notai che quanto abitualmente si tende a far emergere dalla sua produzione letteraria, oltre che dalla sua breve vita, sono i temi quali l’impegno politico, “i contadini del Sud”, la ricerca…

Joan Didion, la scrittura come sortilegio

Posted on December 6, 2018

Leggere Joan Didion è come un incontro. La sua voce ti artiglia alla pagina fin dalle prime righe e capisci che non si tratta di un libro come gli altri: non è una storia che ti viene raccontata; ma una persona che ti sta parlando e si rivolge a te, proprio a te, trasformando la lettura in una conversazione a quattr’occhi. In breve tempo capisci che non stai leggendo Joan Didion; stai conoscendo Joan Didion. Ciò che l’ha resa una delle maggiori personalità letterarie viventi è subito chiaro: lei è ciò che scrive; i suoi libri contengono la sua voce, che non è uguale a nessun’altra. Dopo aver letto un suo romanzo sarà sufficiente imbattersi in un incipit, una breve frase, per comprendere che…

La resilienza della parola

Posted on November 14, 2018

La scrittura come resilienza. La lettura come forma di condivisione e riscoperta della parola. La parola come elemento di interpretazione e comunicazione della bellezza che ci circonda. La Setta dei Poeti estinti – progetto nato sui social nel 2013 sull’onda del film “L’Attimo fuggente” e poi divenuto un’occasione “fisica e reale” di letteratura condivisa – prende le mosse da queste tre “necessità”, da queste tre convinzioni: la scrittura, la lettura ma prima ancora la capacità imprescindibile del riconoscere per poter raccontare. Attraverso le parole dei grandi scrittori, infatti, è possibile “trovare e saper riconoscere chi e cosa in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”, proprio come scriveva Italo Calvino nell’ultima pagina de Le Città invisibili. Ed è questa una…

“Le Assaggiatrici” di Rosella Postorino, il nostro incontro con il Campiello 2018

Posted on September 17, 2018

Quando l’ho incontrata, Rosella Postorino mi ha dato un consiglio: «Per scrivere bene non basta leggere molto. Nella scrittura devi mettere tutto: non solo i libri che hai letto, ma anche i film che hai visto, la musica che ascolti, il sapore della torta al cioccolato che hai mangiato a colazione e la brezza del vento d’estate. Tutto quello che ti ha fatto emozionare, piangere, gridare, deve confluire nella scrittura». Credo che siano stati proprio questi ingredienti, o meglio la loro combinazione, a rendere Le Assaggiatrici un romanzo esplosivo, capace di tenere il lettore incollato alla storia dalla prima all’ultima pagina. Il 15 settembre 2018 Le Assaggiatrici ha vinto la 56esima edizione del Premio Campiello con 167 voti, un record. Il romanzo era stato…

La bella estate. O l’ultimo bagliore della giovinezza

Posted on August 18, 2018

Un romanzo che dovrebbe partire dalla conclusione, che per l’appunto sembra suggerire un nuovo inizio. La bella estate è uno di quei libri che spingono il lettore ad andare oltre il punto, a non rassegnarsi alla fine della storia e proprio per questa ragione si imprimono nella memoria indelebili insieme al carico di domande, dubbi, interrogativi che hanno suscitato durante la lettura. Forse è questo il lascito più grande della letteratura: la possibilità dei libri si ispirare riflessioni profonde, in grado di connettere intimamente la vita alle pagine scritte. In fondo è la ragione per cui si legge, nella speranza che un libro continui a parlarci anche una volta dopo averlo terminato. Con La bella estate non può accadere che questo, persino nel suo…